| martedì 9 febbraio 2010 h. 6:24 | direttore responsabile: Giuliano De Risi |
(AGI) - Berlino, 25 mar. - I capi di Stato e di governo
europei, per la maggior parte accompagnati dalle consorti, sono
stati accolti questa mattina dalla Merkel e dal marito nel
Museo di storia tedesca, dove si e' tenuta la cerimonia
dell'adozione della 'Dichiarazione di Berlino". Il cancelliere
tedesco ha tenuto un breve discorso introduttivo e ha poi
passato la parola a Prodi, unico leader invitato a parlare in
omaggio ai 'Trattati di Roma' nel 1957.
Nel suo discorso Prodi ha detto che "l'Unione europea
rappresenta soprattutto l'antidoto ai mali d'Europa" e ha
rievocato De Gasperi, concludendo che "l'Europa nella sua parte
immateriale, quella dei valori, gia' c'e': e' l'Europa
materiale che ancora occorre fabbricare".
Successivamente hanno preso la parola il presidente del
Parlamento europeo, Hans-Gert Poettering, e il presidente della
Commissione europea, Jose' Manuel Durao Barroso. Quello si oggi
e' stato anche l'ultimo vertice europeo cui ha partecipato il
presidente francese Jacques Chirac. Un leader "tra i piu'
influenti d'Europa", ha sottolineato Prodi, e "un grande
europeo che ha lasciato la sua impronta sull'Europa', ha detto
la Merkel che gli ha fatto dono di una coppa da birra del XVIII
secolo.
Dopo la firma apposta dai rappresentanti delle tre
istituzioni comunitarie -Merkel, Poettering e Barroso- la
cerimonia e' stata chiusa con l'Inno alla Gioia di Beethoven.
E' seguita la 'foto di famiglia' davanti alla Porta di
Brandeburgo e la colazione di lavoro, in cui le discussioni
piu' informali hanno iniziato ad affrontare il nodo delle tappe
future.
Nei tre mesi rimasti di presidenza tedesca si lavorera'
duro 'per preparare il summit di giugno', ha assicurato la
Merkel e ora inizieranno "consultazioni bilaterali che non si
possono fare in pubblico". Una riservatezza necessaria, ha
spiegato il cancelliere, ma d'altro canto "anche la maggior
parte dei negoziati per arrivare al trattato di Roma si sono
svolti in segreto, altrimenti non si sarebbe mai arrivati alla
firma".
L'idea e' di riunire una nuova Conferenza intergovernativa
entro l'anno per salvare il salvabile del Trattato
costituzionale, approvato a ottobre del 2004 e bocciato l'anno
seguente con referendum in Francia e in Olanda. Le tappe
dovrebbero essere concordate nel Consiglio europeo di giugno,
ha confermato Prodi: "Serve un mandato preciso entro questa
presidenza e poi un'attivita' serrata durante la presidenza
portoghese', cioe' nel secondo semestre dell'anno. Ora, ha
ammonito il premier, "occorre mettere tutti di fronte alla
responsabilita', non si puo' andare avanti con i 'ni' o le
mezze misure. Questo e' un progetto: c'e' anche da prenderlo o
da lasciarlo".